{"id":8783,"date":"2026-06-08T21:24:22","date_gmt":"2026-06-08T19:24:22","guid":{"rendered":"https:\/\/istitutosuperioresezze.edu.it\/scuola\/?p=8783"},"modified":"2026-06-08T21:24:22","modified_gmt":"2026-06-08T19:24:22","slug":"edgar-morin-uneredita-viva-per-i-licei-di-scienze-umane-ed-economico-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/istitutosuperioresezze.edu.it\/scuola\/edgar-morin-uneredita-viva-per-i-licei-di-scienze-umane-ed-economico-sociale\/","title":{"rendered":"Edgar Morin, un\u2019eredit\u00e0 viva per i licei di scienze umane ed economico sociale"},"content":{"rendered":"<p>Edgar Morin. Lo ricordiamo con le parole tratte da <strong><em>Insegnare a vivere<\/em>. <em>Manifesto per cambiare l&#8217;educazione<\/em><\/strong> che le studentesse e gli studenti delle classi quinte del Liceo Economico Sociale hanno appena concluso di leggere: \u00ab<em>La riforma della conoscenza e del pensiero dipende dalla riforma dell&#8217;educazione, che dipende dalla riforma della conoscenza e del pensiero<\/em>\u00bb.<br \/>\nIn questa frase si raccoglie una delle intuizioni pi\u00f9 fertili di Morin: l&#8217;educazione non \u00e8 soltanto trasmissione di contenuti, ma trasformazione dello sguardo. Un movimento circolare, quasi una spirale, in cui il pensiero rinnova la scuola e la scuola rinnova il pensiero.<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito il contributo di\u00a0Luigi Mantuano, Isiss Pacifici e de Magistris, Sezze &#8211; <em>Societ\u00e0 italiana di scienze umane e sociali<\/em><\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 che lascia Edgar Morin (1921-2026), alla cultura europea e ai licei di scienze umane ed economico sociale in particolare, \u00e8 una condizione imprescindibile per ripensare il lavoro del docente oggi, soprattutto in un liceo di scienze umane ed economico sociale. Padre del pensiero complesso, ha rivoluzionato le scienze umane europee abbattendo i confini tra discipline. Ne <em>Il paradigma perduto<\/em> (1973), supera la frattura tra natura e cultura, fondendo biologia e antropologia. Ne <em>La testa ben fatta<\/em> (1999), propone una riforma pedagogica: promuovere un&#8217;intelligenza capace di contestualizzare e collegare i saperi, piuttosto che un arido accumulo di nozioni. Il suo slogan, ripreso da Montaigne, \u00e8 ancora di bruciante attualit\u00e0: \u201cE\u2019 meglio una testa ben fatta che una testa ben piena\u201d. Questo approccio umanista \u00e8 un cardine della scuola italiana. Il suo pensiero ha ispirato i documenti ministeriali nazionali, guidando i docenti verso la transdisciplinarit\u00e0 e l&#8217;educazione alla cittadinanza planetaria. L\u2019eredit\u00e0 di Morin \u00e8 viva nel formare cittadini critici, capaci di affrontare l&#8217;incertezza del nostro tempo.<\/p>\n<p><em>I sette saperi necessari all&#8217;educazione del futuro<\/em>, teorizzati da Edgar Morin per l&#8217;UNESCO, mirano a superare la frammentazione della conoscenza. Dalla <strong>\u00a0\u201ccecit\u00e0 della conoscenza: l&#8217;errore e l&#8217;illusione<\/strong>: l&#8217;educazione deve insegnare a conoscere la mente umana e i suoi limiti per prevenire l&#8217;errore\u201d a \u201c<strong>Insegnare la condizione umana<\/strong>: ogni individuo deve riconoscersi nella sua duplice natura, sia come parte della natura sia come essere culturale\u201d, da \u201c<strong>Insegnare l&#8217;identit\u00e0 terrestre<\/strong>: siamo tutti cittadini dello stesso pianeta e condividiamo una comunit\u00e0 di destino globale\u201d a \u201c<strong>Affrontare le incertezze<\/strong>: la scuola deve insegnare ad navigare in un oceano di incertezze attraverso arcipelaghi di certezze\u201d ci ha dato il programma per ripensare la scuola del futuro.<\/p>\n<p>Per Morin, la <strong>transdisciplinarit\u00e0<\/strong> non \u00e8 una semplice somma di materie (multidisciplinarit\u00e0), n\u00e9 una collaborazione superficiale (interdisciplinarit\u00e0). \u00c8 uno schema concettuale che <strong>attraversa e va oltre<\/strong> le singole discipline. Morin spiega che la realt\u00e0 \u00e8 complessa e interconnessa, mentre i saperi tradizionali sono separati in compartimenti stagni. La transdisciplinarit\u00e0 permette di far comunicare le scienze naturali con le scienze umane, ricostruendo l&#8217;unit\u00e0 della conoscenza per comprendere i problemi globali del nostro tempo.<\/p>\n<p>La storia dei licei di scienze sociali prima e quella poi dei licei di scienze umane ed economico sociali \u00e8 debitrice alla sua immensa opera di intellettuale e pedagogo. Ma anche di ricercatore sociale. Il suo film <em>Cronaca di un\u2019estate <\/em>(1956) \u2013 protagonisti giovani studenti parigini che si chiedono cosa sia la felicit\u00e0 &#8211; che abbiamo fatto vedere nel ciclo di pcto organizzato da Sisus a Roma, <em>Maestri \u2013 Uomini e donne che hanno costruito l\u2019Europa con l\u2019educazion<\/em>e &#8211; costituisce un esempio per i lavori futuri di ricerca nella Metodologia della ricerca nelle scienze sociali nei LES. In <em>Il cinema o l\u2019uomo immaginario <\/em>(1956) spiega come l\u2019immagine, e il cinema e l\u2019audiovosivo, non pu\u00f2 che essere oggi l\u2019altra faccia della scrittura, e del libro, nella decodificazione della cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edgar Morin. Lo ricordiamo con le parole tratte da Insegnare a vivere. 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