In occasione del 10 febbraio, l’Italia si ferma per celebrare il Giorno del Ricordo, una solennità civile istituita con la legge 30 marzo 2004, n. 92. Anche quest’anno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato una nota ufficiale a tutte le scuole (la n. 365 del 6 febbraio 2026) per sollecitare momenti di riflessione, studio e sensibilizzazione.
Perché ricordare: oltre la cronaca, la storia
Il Giorno del Ricordo non è solo una ricorrenza formale, ma un impegno solenne volto a “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”. Si tratta di riportare alla luce il dramma dell’esodo forzato che, nel secondo dopoguerra, ha colpito migliaia di istriani, fiumani e dalmati, inserendo questi eventi nel complesso mosaico storico del confine orientale.
La celebrazione mira a diffondere una conoscenza consapevole di questi tragici eventi, intesi come un “monito di un passato che non deve più ripetersi”.
Il ruolo centrale della scuola
La circolare ministeriale, a firma del Direttore Generale Francesca Carbone, sottolinea come la scuola sia il luogo privilegiato per elaborare questo trauma storico. Le iniziative promosse non si esauriscono nella singola giornata, ma attraversano l’intero anno scolastico con diversi strumenti:
Formazione e valorizzazione: Percorsi rivolti a docenti e studenti per riscoprire il patrimonio culturale, letterario e artistico dell’Adriatico orientale.
Concorso Nazionale “Il Giorno del Ricordo”: Un’iniziativa che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, incluse quelle italiane all’estero, per promuovere l’educazione alla cittadinanza europea.
I “Viaggi del ricordo”: Un incentivo per le scuole secondarie di secondo grado a visitare i luoghi delle foibe e le terre d’origine degli esuli, favorendo un contatto diretto con la geografia della memoria.
La centralità della persona
Il Ministero evidenzia un legame stretto tra il Giorno del Ricordo e le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. Al centro di tutto c’è il principio della “centralità della persona”, un valore fondamentale che la scuola è chiamata a promuovere affinché ogni studente possa riflettere sul significato profondo della dignità umana e della convivenza civile.
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